Dare un volto

un pomeriggio di racconti, fotografia e comunità per riscoprire l’identità: mercoledì 3 giugno, dalle 16.30 alle 20, a Palazzo Ghizzoni Nasalli

un evento dedicato all’incontro tra storie, persone e linguaggi espressivi, promosso da Mondo Aperto Aps.

Mercoledì 3 giugno 2026, dalle 16.30 alle 20, a Palazzo Ghizzoni Nasalli, si terrà “Dare un volto – Ri-conoscersi”, momento conclusivo dell’omonimo progetto che ha coinvolto cittadini, associazioni e istituzioni in un percorso di formazione e narrazione condivisa.

L’iniziativa, a ingresso libero, rappresenta la restituzione pubblica di un lavoro che ha messo al centro il tema dell’identità, intesa sia come riconoscimento dell’altro sia come consapevolezza di sé. Il progetto ha intrecciato laboratori e pratiche narrative dando voce a esperienze diverse, con l’obiettivo di rafforzare legami e favorire una comunità più inclusiva. L’evento è realizzato in collaborazione con “Il canto della terra” e sostenuto da enti pubblici e realtà del territorio.

Protagonista d’eccezione della giornata sarà la scrittrice Espérance Hakuzwimana, che interverrà in un dialogo dedicato al tema “Per un presente plurale: la ricchezza e la fatica dell’incontro”. La sua partecipazione arricchirà un programma articolato che esplora diversi modi di raccontarsi e di riconoscersi.

Tra gli appuntamenti previsti, spazio alla fotografia come strumento di narrazione con l’incontro “Raccontarsi attraverso la fotografia”, a cura di Agnese Subacchi, fotografa e antropologa. Il racconto si sposterà poi nel mondo dell’audio con “Il podcast come testimonianza”, intervento di Simona Tonini e Roberto Forti Provenzano, che illustreranno il valore della voce nel costruire memoria condivisa. Non mancherà una riflessione sull’ascolto, con il contributo “L’esperienza e la fatica di chi ascolta” a cura di Azzurra Caroprese e Maria Tagliaferri.

Il programma prevede inoltre un momento dedicato alla comunicazione come percorso di relazione, con Elisabetta Musi e Antonella Arioli dell’Università Cattolica di Piacenza, e un momento corale conclusivo intitolato “Emozioni in coro”, con la partecipazione del gruppo “E noi che siamo donne”.

L’iniziativa si configura come un’occasione concreta per riflettere su come le storie personali possano diventare strumenti di inclusione e dialogo. Attraverso linguaggi diversi – dalla scrittura alla fotografia, fino al podcast – il progetto “Dare un volto” propone un modello di comunità in cui le differenze non sono un ostacolo, ma una risorsa.

A completare l’appuntamento, un aperitivo aperto a tutti i partecipanti, pensato come ulteriore momento informale di scambio. È previsto anche uno spazio dedicato ai bambini, con educatrici su prenotazione, per favorire la partecipazione delle famiglie.

In mattinata, alle ore 11, è in programma un’anteprima con Espérance Hakuzwimana presso il CPIA 1 di Piacenza, a conferma della volontà di coinvolgere diversi pubblici e contesti.

Pubblicato: 28 Maggio 2026