(Cercare) Raffaello in carcere

L’artista Mattia Cavanna e 100 detenuti ridisegnano la Scuola di Atene alla ricerca dei loro riferimenti.
Un laboratorio artistico nato nell’ambito del progetto Orizzonti di Fondazione Francesca Rava sostenuto da Mediobanca
e realizzato presso sei Istituti penitenziari. Alla Galleria Alberoni
dal 16 ottobre al 1° novembre, inaugurazione giovedì 15 ottobre alle 17.30

Con l’inaugurazione di giovedì 15 ottobre alle ore 17.30 (Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni – ingresso gratuito con prenotazione consigliata: eventi@nphitalia.org) Fondazione Francesca Rava e Opera Pia Alberoni presentano alla città di Piacenza, l’opera di grande formatointitolata (Cercare) Raffaello in Carcere, realizzata nell’ambito del progetto Orizzonti della Fondazione Rava, sostenuto da Mediobanca, e di un laboratorio artistico ideato e realizzato dall’artista Mattia Cavanna insieme a 100 detenute e detenuti, minorenni e adulti, provenienti da sei Istituti penitenziari italiani.

L’OPERA: una tela di grande formato e di profondo significato sociale

Unica nel suo genere, (Cercare) Raffaello in Carcere è una tela di 8 x 3 metri, ispirata al cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello, il più grande cartone rinascimentale a noi pervenuto, eseguito da Raffaello Sanzio, custodito ed esposto alla Pinacoteca Ambrosiana, del quale riprende le dimensioni originali.

Realizzata nell’arco di 12 mesi, (Cercare) Raffaello in Carcere rappresenta l’esito di un percorso condiviso di crescita artistica e personale. Dopo aver studiato il capolavoro rinascimentale, i partecipanti lo hanno reinterpretato sostituendo ai filosofi dell’antichità i propri modelli di riferimento: artisti, musicisti, sportivi, scienziati, attivisti e figure simboliche del nostro tempo, accanto a numerosi autoritratti.

Tra i protagonisti raffigurati compaiono, tra gli altri, Fabri Fibra, Bob Marley, Nina Simone, Amy Winehouse, Diego Armando Maradona, Nelson Mandela, Rosa Parks, Rita Levi-Montalcini e Alda Merini.

I disegni, realizzati dai giovani detenuti e dalle detenute coinvolte con pastelli a cera su scampoli di tela successivamente cuciti a mano, grazie al contributo di Accademia di Como Aldo Galli – IED Network con la docente Tiziana Benzi, hanno dato vita a un’opera collettiva di forte valore simbolico, artistico e sociale, che evidenzia il ruolo dell’Arte quale strumento di espressione, crescita e inclusione e riscatto sociale.

Presentata ufficialmente per la prima volta al pubblico nel marzo scorso alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, l’opera è stata quindi esposta, oltre che all’Istituto penale minorile Cesare Beccaria di Milano e alla Casa di reclusione di Venezia, al Palazzo del Quirinale nel luglio scorso.

Giunge alla Galleria Alberoni, terza istituzione culturale italiana ad esporla.

INAUGURAZIONE

L’inaugurazione dell’esposizione dell’opera si terrà alla Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni, giovedì 15 ottobre alle ore 17.30.

L’evento sarà aperto da una tavola rotonda dedicata alla genesi della grande tela e ai temi della giustizia minorile, del disagio giovanile, dei percorsi di riscatto sociale e del ruolo dell’Arte negli Istituti penitenziari.

Ai saluti di Alessandro Guidotti, presidente di Opera Pia Alberoni e di Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava seguiranno gli interventi di Delfina Boni, Project manager del progetto Orizzonti, Mattia Cavanna, artista e ideatore dell’opera, Tiziana Benzi, restauratrice di manufatti tessili, Elisabetta Musi, docente di Pedagogia generale e sociale all’Università Cattolica, Irma Conti, componente del Collegio del Garante Nazionale Diritti Persone Private della Libertà Personale.

Seguirà la visita all’opera allestita nella Sala Scribani Rossi della Galleria Alberoni, accompagnata dalla visione di due video realizzati da VSL Media.

Concluderà l’inaugurazione un aperitivo nel portico della Galleria

L’evento è promosso da:

Fondazione Francesca Rava e Opera Pia Alberoni

Con il sostegno di Mediobanca

In partnership con:

Tiziana Benzi, Liberi Dentro, Federica Berlucchi, IED, Accademia di Como Aldo Galli – IED Network, VSL Media

In collaborazione con:

Università Cattolica del Sacro Cuore, CSV Emilia Centro Servizi per il Volontariato

Con il patrocinio di:

Ministero della Giustizia, Unione Nazionale Camere Minorili

Comune di Piacenza, Ordine degli Avvocati di Piacenza, Fondazione Forense Piacentina, Camera Penale di Piacenza, Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

In considerazione della rilevanza culturale dell’iniziativa l’Ordine degli Avvocati di Piacenza ha concesso crediti formativi per la partecipazione all’inaugurazione e alla Tavola rotonda.

LA MOSTRA ALLA GALLERIA ALBERONI

Affianca l’esposizione della grande opera (Cercare) Raffaello in Carcere, presentata nella Sala Scribani Rossi della Galleria Alberoni, una sala video, allestita negli spazi della Galleria Alberoni, nella quale sarà invece possibile vedere i contenuti digitali e multimediali a cura di IED e VSL Media, che svelano ai visitatori il progetto formativo che ha generato la grande tela.

La realizzazione di (Cercare) Raffaello in Carcere è raccontata anche nel podcast in tre episodi Raffaello in carcere, a cura di Andrea Borgnino e disponibile su RaiPlaySound.

VINCENZO DE’ PAOLI E I PRIGIONIERI CONDANNATI ALLE GALERE

Un dipinto del XIX secolo dialoga con l’opera (Cercare) Raffaello in Carcere

Completa l’itinerario espositivo il dipinto di Johann Bernhard Wittkamp (Riesenbeck 1820 – Anversa 1885) raffigurante San Vincenzo de’ Paoli e i forzati delle galere, opera recentemente acquisita dalla Galleria Alberoni, allestita all’ingresso della Galleria Alberoni, che dialogherà a distanza con la grande tela (Cercare) Raffaello in Carcere.

San Vincenzo de’ Paoli, proclamato nel 1885 da Papa Leone XIII patrono di tutte le Associazioni cattoliche di carità, svolse un’opera importante con i detenuti. Egli aveva potuto penetrare nelle prigioni di Parigi mentre svolgeva il suo ruolo di cappellano presso la nobile famiglia Gondi. Fu colpito dallo stato miserevole in cui versavano i forzati che attendevano di essere imbarcati sulle galere del re come rematori. Vincenzo divenne subito il loro confortatore e difensore. Il bene da lui operato nelle prigioni fu conosciuto a corte, ed il re Luigi XIII creò apposta per lui una nuova carica: quella di Cappellano-Capo delle galere, rendendo così più efficaci i suoi interventi in favore dei carcerati.

EVENTI COLLATERALI

Con la collaborazione del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, del Comune di Piacenza e di Fondazione Francesca Rava, è in fase di programmazione un incontro con don Claudio Burgio, cappellano dell’Istituto di pena per minorenni Cesare Beccaria; l’iniziativa è destinata agli studenti delle scuole superiori di Piacenza, ai quali sarà presentata anche l’opera (Cercare) Raffaello in Carcere da parte di Delfina Boni, project manager del progetto Orizzonti.

COME VISITARE LA MOSTRA

L’opera (Cercare) Raffaello in Carcere sarà visitabile fino a domenica 1° novembre 2026 compresa, con le seguenti modalità:

Ogni domenica:

ore 16: con la visita guidata al Collegio e alla Galleria Alberoni

(Partecipazione senza prenotazione fino a esaurimento dei posti disponibili)

dalle 14 alle 18: visita libera alla mostra (ingresso gratuito)

Venerdì pomeriggio:

ore 14.30 – 17.30: visita libera alla mostra (ingresso gratuito)

L’opera sarà visibile anche nel corso dei percorsi accompagnati prenotabili il lunedì, giovedì e il venerdì.

(CERCARE) RAFFELLO IN CARCERE

Un’opera dal profondo significato sociale e morale

ORIZZONTI: ESTENSIONE DEL PROGETTO PALLA AL CENTRO DELLA FONDAZIONE FRANCESCA RAVA

Il progetto Orizzonti della Fondazione Francesca Rava, sostenuto da Mediobanca, è attivo presso 8 Istituti Penali per i Minorenni presenti sul territorio nazionale grazie alla collaborazione con il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità.

Nato come estensione del progetto Palla al Centro, avviato dalla Fondazione nel 2020 presso l’IPM Cesare Beccaria di Milano, Orizzonti promuove percorsi di inclusione a sostegno dei giovani detenuti attraverso attività educative e formative, laboratori artistici e iniziative di reinserimento sociale e lavorativo, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sul disagio giovanile e costruire un ponte tra il “dentro” e il “fuori” del carcere, grazie all’ingresso negli Istituti penali minorili di centinaia di volontari, al fianco delle coordinatrici del progetto.

La collaborazione con Mediobanca ha reso possibile l’estensione del progetto a livello nazionale e lo sviluppo del laboratorio artistico che ha portato alla realizzazione dell’opera.

REALIZZAZIONE

L’opera è stata realizzata presso gli Istituti Penali per i Minorenni di Milano, Bologna, Roma e Napoli, la Casa circondariale di San Vittore di Milano e la Casa di reclusione di Venezia, grazie alla collaborazione con Federica Berlucchi, Liberi Dentro, IED – Istituto Europeo di Design, Accademia di Como Aldo Galli, Tiziana Benzi e Opera Pia Alberoni.

L’esposizione – resa possibile dall’allestimento di IED Milano, che ha creato anche il sito interattivo attraverso cui approfondire i personaggi dell’Opera – è accompagnata da contenuti multimediali realizzati da VSL Media, che documentano il percorso creativo e umano alla base del progetto.

IL RUOLO DI OPERA PIA ALBERONI

La realizzazione della grande tela ha richiesto un impegnativo lavoro di assemblaggio delle circa cento tele dipinte e disegnate realizzate negli Istituti di pena.

L’operazione, complessa e delicata, è stata affidata a Tiziana Benzi, restauratrice di beni culturali specializzata in manufatti tessili che ha provveduto a progettare e realizzare l’impresa della cucitura delle tante opere fino a farne una sola imponente e suggestiva, ma ha richiesto anche la collaborazione di Opera Pia Alberoni che, in virtù dell’alto valore artistico e sociale del progetto, che punta sull’arte per il riscatto sociale, ha messo a disposizione gli ambienti della Sala Arazzi e delle sale adiacenti per l’operazione, coinvolgendosi direttamente anche nell’ideazione delle scelte allestitive.

Cucire, movimentare, assemblare un’opera così grande e, al contempo, idearne l’impianto espositivo, provandolo a tutta altezza e larghezza, necessitava infatti di ambienti idonei e quelli della Galleria Alberoni, che espone gli imponenti diciotto arazzi del cardinale Alberoni, sono risultati perfetti.

CERCARE RAFFAELLO IN CARCERE: UN’OPERA IN TOUR

Presentata ufficialmente per la prima volta al pubblico il 19 marzo 2026 alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, dove è rimasta esposta nella Sala del Foro Romano fino al 30 marzo, la grande tela ha iniziato successivamente un tour in alcuniIstituti penitenziari coinvolti nel progetto.

Per l’alto valore sociale e civile che esprime, risultato di un percorso artistico e umano che testimonia il valore dell’arte quale linguaggio universale capace di promuovere inclusione, consapevolezza e dialogo, l’opera, nello scorso mese di luglio, è stata esposta Palazzo del Quirinale per due settimane.

Giunge alla Galleria Alberoni, terza istituzione culturale di rilievo dopo la Pinacoteca Ambrosiana e Quirinale ad accoglierla, dopo essere stata esposta presso l’Istituto penale per i minorenni Cesare Beccaria di Milano e la Casa di reclusione di Venezia e dopo un evento espositivo in Franciacorta, presso l’azienda Berlucchi, tra i sostenitori del progetto fin dalla sua origine.

LE DICHIARAZIONE DEI PROMOTORI

Alessandro Guidotti, presidente Opera Pia Alberoni

La nostra Fondazione custodisce un immenso patrimonio artistico che ci rende naturalmente sensibili al tema della cultura e dell’arte; inoltre la storia del Collegio Alberoni attinge anche alle radici spirituali di Vincenzo de’ Paoli, alla sua grande opera di carità, che lo vide protagonista anche nell’assistenza ai detenuti. Nello scorso anno abbiamo celebrato il quarto centenario della fondazione della Congregazione della Missione, con numerose iniziative che hanno ripresentato il carisma del santo della Carità che non smette mai di interpellarci.

Infine, per la mia stessa professione di avvocato, sono particolarmente sensibile a progetti come questo, che scommettono e investono sul riscatto dei giovani.

È per tutti questi motivi che abbiamo, senza alcuna incertezza, provveduto a sostenere l’evento (Cercare) Raffaello in carcere.

Sono molto lieto di poter presentare quest’opera dal profondo significato simbolico e sociale alla Galleria Alberoni, terza Istituzione culturale italiana ad accoglierla, dopo la Veneranda Biblioteca Ambrosiana e il Quirinale, eche al cospetto di quest’opera la comunità civile ed ecclesiale possa fermarsi a riflettere e a confrontarsi.

Mariavittoria Rava, presidente Fondazione Francesca Rava

(Cercare) Raffaello in carcere racconta con straordinaria forza ciò che può accadere quando ai ragazzi viene data la possibilità di esprimersi, di scoprire un talento, di confrontarsi con la bellezza e di immaginare per sé un futuro diverso. Cento giovani hanno guardato a Raffaello e alla Scuola di Atene per cercare i propri punti di riferimento, trasformando un grande capolavoro in un’opera corale che parla di identità, sogni e possibilità. È questo il senso di Orizzonti: entrare negli istituti penali minorili per costruire percorsi concreti di crescita e offrire ai giovani strumenti per guardare oltre il presente. Portare oggi quest’opera alla Galleria Alberoni significa anche aprire un ponte tra il carcere e la comunità, perché ciò che questi ragazzi hanno creato possa essere visto, conosciuto e riconosciuto da tutti. Ringraziamo Mediobanca, l’Opera Pia Alberoni e tutti coloro che hanno reso possibile questo percorso, credendo nel valore dell’arte come strumento di espressione, inclusione e riscatto.

Pubblicato: 08 Ottobre 2026